Essere o non essere… connessi

Serata conclusiva del progetto su bullismo e cyberbullismo della SSPG

Giovedì 28 maggio, il Teatro di Volano si è riempito di voci, emozioni e silenzi carichi di significato. Una serata dedicata al tema del bullismo e del cyberbullismo, vissuta insieme da ragazzi, famiglie e docenti, che ha lasciato il segno nel cuore di tutti i presenti.

Il filo conduttore della serata ĆØ stato Alessandro Cascone — la sua storia, le sue parole, il suo papĆ . PerchĆ© certe vite non vanno dimenticate: vanno onorate. E noi, come scuola, abbiamo voluto farlo con tutto ciò che sappiamo fare meglio: arte, creativitĆ , impegno e cuore.

I ragazzi hanno aperto la serata con uno spettacolo teatrale sentito e coraggioso, portando in scena un viaggio fatto di paura, speranza e umanitĆ . Un modo per ricordare che la fragilitĆ  non ha un solo volto, e che l’empatia ĆØ la prima forma di resistenza contro ogni tipo di sopruso.

Poi ĆØ stato il turno dei tavoli da giardino: tavoli dipinti con scritte emozionanti, pensati per essere posizionati nel giardino della scuola secondaria di primo grado. Un’opera collettiva che resterĆ  lƬ, ogni giorno, a ricordare a tutti che le parole — quelle giuste — hanno il potere di cambiare le cose.

ƈ stata affissa la targa commemorativa dedicata ad Alessandro. Un momento solenne, silenzioso, necessario.

La 3C ha portato sul palco un rap originale: spontaneo, creativo, potente. PerchĆ© i ragazzi sanno parlare di temi difficili con una luciditĆ  che spesso sorprende gli adulti — e ieri sera ne abbiamo avuto la prova.

Sketch dopo sketch, i ragazzi hanno girato e montato scene che rappresentano atti di bullismo, ma anche — e soprattutto — un lieto fine possibile. PerchĆ© ogni storia può cambiare rotta.

Non ĆØ mancato il “patentino smartphone”: un percorso che invita a riflettere su come e quanto siamo connessi, riprendendo con intelligenza e ironia la domanda shakespeariana: ā€œEssere o non essere… connessi?ā€

Ma il momento che ha fermato il tempo ĆØ arrivato alla fine.

Nessun rumore. Nessuna voce. La sala gremita di ragazzi e famiglie tratteneva il fiato — perchĆ© tutti avevano gli occhi e le orecchie tese verso un unico punto: la voce del papĆ  di Alessandro, che portava con sĆ© le parole del figlio. Un cuore che continuava a battere attraverso chi lo amava.

Quel silenzio vale più di mille applausi.

Quello che ci ha colpito di più, guardando la serata nella sua interezza, è stata la **sinergia**: ogni progetto, ogni docente, ogni alunno ha contribuito a costruire qualcosa di più grande. Non tanti pezzi separati, ma un unico mosaico coerente, bello, vero.

Dalla locandina alla targa, dal rap agli sketch, dai tavoli dipinti allo spettacolo teatrale: tutto parlava la stessa lingua. Quella dell’attenzione all’altro.

Grazie a tutti i ragazzi, che ci ricordano ogni giorno che il futuro ĆØ in buone mani.

Grazie alle famiglie, che hanno scelto di esserci.

Grazie a ogni docente, che ha messo cuore oltre che competenza.

E grazie ad Alessandro, che continua a insegnarci.